Microsoft Publisher chiude il 1 ottobre 2026: cosa succede ai file .pub, chi li perde davvero e come convertirli...
Il 1° ottobre 2026 Microsoft Publisher esce di scena. Dopo trent’anni il programma lascia la suite Office e smette di essere supportato.
Se lo hai usato per volantini, listini, biglietti da visita o newsletter, il problema pratico è uno solo: che fine fanno i file .pub che hai in archivio.
La risposta non è uguale per tutti. Dipende da come hai Office installato, e la differenza è netta. Con un abbonamento Microsoft 365 quei file diventano illeggibili. Con una licenza perpetua no.
1° ottobre 2026. Publisher esce da Microsoft 365. Chi ha l’abbonamento perde l’accesso al programma.
13 ottobre 2026. Finisce il supporto della versione perpetua inclusa in Office LTSC 2021. Il programma resta dov’è e continua ad aprirsi, ma da lì in poi niente più correzioni né aggiornamenti di sicurezza.
Nessuno ti disinstalla niente dal computer. Quello che cambia è che l’abbonamento smette di darti accesso al software, mentre una licenza comprata una volta resta tua.
Conviene dirlo senza giri di parole: dal 1° ottobre non riuscirai più ad aprire i tuoi .pub.
I file non spariscono. Sparisce l’unico programma sul tuo computer capace di leggerli, che ai fini pratici è la stessa cosa.
Hai modelli e listini che aggiorni a ogni stagione? Quel materiale diventa carta straccia digitale. Non è un rischio teorico: è il comportamento previsto.
Publisher 2016, 2019 e 2021 acquistati con licenza perpetua restano installati e continuano ad aprire i .pub anche dopo ottobre 2026. Perdi il supporto Microsoft, non il programma.
Questo non lo rende una soluzione per sempre. Un software che non riceve più aggiornamenti di sicurezza non è il posto dove parcheggiare l’archivio aziendale a tempo indeterminato.
Ti compra però una cosa concreta: convertire con calma invece che in tre giorni. Per chi ha centinaia di file, è tutta la differenza.
È anche il motivo per cui in queste settimane diversi abbonati a Microsoft 365 stanno comprando una licenza perpetua di Publisher. Non per usarlo ancora a lungo. Per non restare chiusi fuori il 1° ottobre.
La procedura indicata da Microsoft è banale, e va fatta finché Publisher si apre ancora. Apri il file, Salva con nome, formato PDF. Se i file sono tanti, Microsoft distribuisce uno script PowerShell che converte l’intera cartella in un colpo solo.
Un avvertimento sul PDF: va benissimo per archiviare e per stampare, molto meno per modificare. Si riapre in Word, ma l’impaginazione va quasi sempre ricostruita a mano.
Quindi non convertire tutto allo stesso modo. Dividi in due gruppi: quello che ti serve ancora e quello che tieni solo per storico. Il primo rifallo nel programma con cui lo gestirai d’ora in avanti, usando il PDF come riferimento visivo. Il secondo archivialo in PDF e non pensarci più.
Microsoft non ha scritto un sostituto. Ha spostato le funzioni di Publisher dentro programmi che probabilmente hai già installato.
Word prende newsletter, moduli, buste, etichette, tutto quello che è testo impaginato.
PowerPoint prende volantini, biglietti da visita, calendari, attestati. Sembra una scelta bizzarra e invece è la più sensata: lavora su una tela di dimensioni libere e mette gli oggetti esattamente dove dici tu, che poi è il modo in cui si usava Publisher.
Microsoft Create serve se preferisci partire da un modello già impostato invece che dal foglio bianco.
Chi usava Publisher per lavorare, non per la locandina occasionale, si accorgerà presto di cosa manca: i colori per la stampa professionale, le pagine affiancate, il controllo fine sulla tipografia, la gestione delle immagini ad alta risoluzione.
A quel punto il salto non è dentro Office, è verso un programma di grafica vero. CorelDRAW copre bene il territorio del desktop publishing ed è disponibile con licenza perpetua, quindi senza abbonamento mensile.
Se invece vuoi capire fin dove arriva Word rispetto a Publisher, li abbiamo confrontati nella guida sulle differenze tra Publisher e Word.
Dipende da come lo hai. Con un abbonamento Microsoft 365 sì, dal 1° ottobre 2026 non è più accessibile. Con una licenza perpetua no: resta installato e continua ad aprirsi, ma senza supporto né aggiornamenti.
Sì. Le licenze perpetue di Publisher 2016, 2019 e 2021 sono ancora acquistabili e restano utilizzabili dopo la scadenza. Su Macrosoft partono da 29,00 € per la 2016, 39,90 € per la 2019, 49,90 € per la 2021, con consegna digitale via email in pochi minuti.
Non esiste un modo davvero affidabile. Word apre i .pub solo in casi limitati e sbaglia quasi sempre l’impaginazione, mentre i convertitori online danno risultati altalenanti e ti fanno caricare il documento su un server esterno. È esattamente per questo che la conversione va fatta adesso.
PowerPoint, che è l’alternativa indicata da Microsoft e funziona meglio di quanto si immagini. Se il materiale va in tipografia e ti serve il controllo sui colori di stampa, allora ti serve un programma di grafica come CorelDRAW.
Non direttamente. Il PDF si riapre in Word, ma il risultato va quasi sempre ricomposto. Per i documenti che aggiorni spesso conviene rifarli nel nuovo programma partendo da zero, tenendo il PDF come riferimento.
Il tuo Publisher resta installato e funzionante. Dal 13 ottobre 2026 non riceve più aggiornamenti, quindi puoi continuare a usarlo per gestire l’archivio, ma conviene comunque programmare la conversione dei file che userai ancora nei prossimi anni.
Le scadenze come questa si notano quando sono già passate. Se usi Publisher, la cosa utile da fare questa settimana è una sola: apri la cartella dei .pub e decidi cosa salvare.
Per tenere il programma a disposizione mentre sistemi l’archivio, su Macrosoft ci sono le licenze perpetue di Publisher a partire da 29,00 €. Se stai ripensando tutta la suite, nel catalogo Office trovi le versioni complete con Word e PowerPoint. L’assistenza risponde in italiano dal lunedì al sabato, anche in remoto.
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